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Archivio di Settembre 2008

TREMEZZO, UNO DEI BORGHI PIU’ BELLI D’ITALIA

Mercoledì 17 Settembre 2008

Unico Comune della provincia di Como entrato a far parte del Club “I borghi più belli d’Italia”, Tremezzo avrà la nomina ufficiale il prossimo 27 settembre.
Per l’occasione, il Comune si abbiglia a festa: una serie di eventi culturali, gastronomici e musicali animeranno il paese l’ultimo week end del mese. 
In particolare, i cittadini sono invitati a partecipare al Convegno “Tremezzo che verrà”, in programma per sabato mattina presso il cinema-teatro T. Olivelli, durante il quale verranno presentate le linee guida per il nuovo Piano di Governo del Territorio e tutti i progetti urbanistici che vedono impegnato il Comune.
Nel pomeriggio, alle ore 16, il Corpo Musicale Vittorio Veneto si esibirà in concerto presso Villa La Quiete.
In serata i cittadini sono invitati ad accorrere numerosi presso il Centro Sportivo ad assaporare una cena di prodotti tipici lariani e ad assistere alla consegna della targa “Uno dei Borghi più belli d’Italia” da parte dei responsabili del Club nato per iniziativa dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani.
Musiche e danze per tutta la serata grazie all’Orchestra di Rosy Guglielmi mentre domenica pomeriggio sarà la volta del Combo Musicale “Musica Spiccia” che terrà un concerto alle ore 16 presso parco Olivelli.
Durante la due giorni sarà possibile visitare i giardini delle ville storiche del Borgo, e le Chiese delle frazioni di Rogaro, Volesio, Viano e S. Bartolomeo.
Anche Villa Carlotta parteciperà alla manifestazione promuovendo l’ingresso a soli 4 euro. La villa ospiterà inoltre la mostra fotografica “Tremezzo che era” organizzata grazie all’impegno della Pro Loco Tremezzo. 
Non mancheranno i punti gastronomici che per tutto il week end saranno dislocati nelle frazioni di Rogaro, Volesio e in altri borghi del Comune di Tremezzo dove residenti e visitatori potranno assaporare le specialità locali a prezzi speciali.
Tremezzo è anche un comune eco-responsabile e si prende cura dell’ambiente. Il borgo sarà raggiungibile con i mezzi, e un bus navetta gratuito collegherà le frazioni principali tra loro dalle 9.30 alle 16.30 di domenica 28 settembre agevolando lo spostamento dei visitatori.
Alcune guide volontarie saranno inoltre presenti nelle frazioni e nei luoghi dei concerti pomeridiani per accompagnare i più curiosi alla scoperta di uno dei Borghi più belli d’Italia.

IL TEMPO DELL’AMBIENTE

Mercoledì 10 Settembre 2008

Quest’estate ho praticato una nuova disciplina sportiva. Lo slalom tra i rifiuti.
Passeggiare in un parco o camminare per le città d’arte è diventata una sfida: ovunque il rischio di inciampare in giornali, bottiglie di plastica o nella carta di un gelato. In montagna sui sentieri carte di caramella e fazzoletti usati. E che dire dello slalom speciale “evita il mozzicone di sigaretta gettato dal finestrino di un’auto in corsa”? Questa esperienza (oltre a procurarmi un paio di lievi scottature) mi ha fatto pensare…Quanto tempo impieghiamo a decidere di buttare qualcosa a terra invece che nella spazzatura? E quanto tempo serve poi all’Ambiente per smaltire i nostri scarti?
La proporzione è ridicola. Il mozzicone di sigaretta lo butto nel cestino o sul marciapiede? Tempo di decisione: 1 nanosecondo. Tempo di smaltimento… un anno! Ma gli esempi non finiscono qui. E se a noi occorre una frazione di secondo per buttare a terra tutto ciò che non ci vogliamo portare appresso, a volte la natura ci mette anni, se non secoli, a smaltire i nostri rifiuti. Avete lasciato per terra un contenitore in polistirolo? L’ambiente lo può far sparire, ma in mezzo secolo! Mentre le posate di plastica vengono smaltite in un periodo variabile tra i 100 e i mille anni. Una gomma da masticare gettata a terra viene sciolta “solo” in 5 anni (vergogna, sicuramente anche voi lo avete fatto almeno una volta nella vita!) E poi ci vogliono fino a 12 mesi prima che riviste abbandonate possano essere eliminate. La decomposizione di una lattina in alluminio richiede tra i 20 e i 100 anni, e le bottiglie di vetro delle birre non sono nemmeno biodegradabili. Però possono essere riciclate… E’ chiaro quindi che i ritmi dell’uomo non sono quelli dell’Ambiente. Per non parlare poi del fatto che se noi sporchiamo, qualcuno dovrà pur pulire. E chi paga? Ho provato a chiederlo a Maria Luisa Tettamanzi, assessore all’Ambiente del Comune di Lurate Caccivio, un paese di circa 10 mila abitanti in Provincia di Como. E ho scoperto una cosa interessante che forse non tutti sanno. ”Le spese destinate alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti abbandonati non sempre sono incluse tra quelle ordinarie dell’attività di riciclo dell’Amministrazione Comunale – mi ha spiegato  -  E spesso comportano un costo aggiuntivo per le casse del Comune. Inoltre un grosso problema per gli enti pubblici è ad esempio lo smaltimento di materiali pericolosi, come l’eternit che viene tolto dalle coperture delle case e poi abbandonato nei boschi invece che in discarica”. La spesa per il trattamento di questi materiali è piuttosto ingente, e grava sul bilancio pubblico… quindi direttamente sul nostro portafogli!
Parliamo di impronta ecologica, ci preoccupiamo del riscaldamento globale, ma caschiamo su un sacchetto di spazzatura…
Eppure basterebbe davvero poco per fare qualcosa di efficace per l’Ambiente. Prima di tutto imparando a portarsi a casa i rifiuti che produciamo: l’alluminio del panino, il mini brik del succo di frutta, i fazzolettini di carta. Basta portare con sé un sacchetto di plastica ripiegato, da riempire con i rifiuti di una giornata di gita. Da gettare nel primo cassonetto disponibile o direttamente nel cestino di casa.
E poi la separazione dei rifiuti è un grande passo: un’attenta raccolta differenziata rende possibile il riutilizzo del materiale per altri cicli produttivi. L’importante è che gli oggetti recuperati siano puliti e di buona qualità. Basta che un contenitore sia sporco di vernice, ad esempio, per rendere inutilizzabile l’intera raccolta della plastica. Utilizzate con parsimonia i prodotti usa e getta, e soprattutto i rifiuti cosiddetti pericolosi come i prodotti per la pulizia della casa, gli smalti, i solventi.
E invece di buttarlo subito nel cestino, riutilizzate il retro di un foglio stampato per prendere appunti! Sono sicuramente delle accortezze che la natura apprezzerà.

 Rifiuti a bordo carreggiata     I giardini, i giochi e le bottiglie di plastica     Giardini con bottiglia di plastica      

PESCE D’AGOSTO, LAGO MIO NON TI RICONOSCO

Mercoledì 3 Settembre 2008

“Vacanze al lago? No, grazie, è troppo inquinato”. A quanto pare i laghi italiani sono specchi d’immondizia. Lo conferma anche la “Goletta dei Laghi”, la campagna di Legambiente che analizza le acque lacustri italiane.
I risultati della campagna, presentati all’inizio di agosto, non lasciano certo sperare di potersi tuffare nei nostri laghi. Né nei piccoli, né nei grandi. Molti degli invasi lacustri piemontesi, lombardi e laziali sembrano alla canna del gas.
Un campione su tre delle acque è infatti fuori dai limiti di legge. Sia per i parametri microbiologici, ossia per la presenza di batteri, sia per quelli chimico-fisici come la trasparenza e l’acidità dell’acqua.
Certo, la Goletta ha riscontrato anche qualche situazione positiva, come quella dei campionamenti delle rive piemontesi del Verbano che hanno brillantemente superato l’esame. “Non dimentichiamo però che il vero male giace sui fondali di questo lago, vittima per anni di sversamenti incontrollati di sostanze chimiche e metalli pesanti altamente tossici, come il Ddt e il mercurio, da parte dell’area industriale di Pieve Vergonte”, ha affermato Vanda Bonardo, presidente di Legambiente Piemonte, nel comunicato stampa di Legambiente del 5 agosto scorso. Per il resto però si brancola nel buio: malissimo gli altri del nord e inquinatissimi i piccoli specchi d’acqua laziali. Tre (Varese, Posta Fibreno e Avigliana Piccolo) hanno addirittura il 100% dei campioni analizzati fuori dai limiti! Come dire…prima mi faccio un bagno nel lago e poi vado direttamente al pronto soccorso.
L’analisi di Legambiente ha comunque sollevato importanti polemiche da parte delle Amministrazioni comunali che hanno lamentato che il sistema di analisi della Goletta non è quello di legge. Legambiente ha infatti provveduto ad un unico prelievo per ogni zona analizzata a fronte del numero maggiore di prelievi fatti in precedenza da Asl e Arpa che avevano delineato una situazione meno catastrofica.
Vorrei capire perché in Italia si parla solo dell’inquinamento dell’aria e perché si pensa che questo sia l’unico problema. Solo in pochi infatti si attivano per trovare soluzioni al degrado dei laghi, per troppi anni vere e proprie discariche delle industrie italiane.
Siamo forse alle solite? Non ce ne preoccupiamo perché ci va bene così, d’altronde anche se il lago non è balneabile è comunque bello. Senza pensare alla fauna e alla flora lacustri e all’acqua come bene prezioso da salvaguardare.
E’ un problema politico o solo una scarsa presa di coscienza del problema? Speriamo che la “Goletta dei Laghi” ci aiuti a ragionare.

di Elena Roda


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