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Archivio di Ottobre 2008

UN’INSOLITA MILANO

Mercoledì 29 Ottobre 2008

Pensate di conoscere bene Milano? Mettetevi alla prova con il nuovo ciclo di visite guidate promosse dall’assessorato al Turismo, Marketing Territoriale e Identità del Comune milanese.
La scelta è vastissima: percorsi classici tra i Palazzi storici della città e tragitti più insoliti come quello che porta alla scoperta delle cinquanta fontane che ornano il capoluogo meneghino o ancora delle statue di personaggi storici che vigilano sulle piazze o agli incroci delle strade. Forse non ve ne siete mai accorti ma, ad esempio, quel signore arcigno che scruta i passanti in piazzetta S. Fedele  è proprio Alessandro Manzoni, che morì cadendo dalle scale della chiesa poco distante.
Un altro itinerario è quello che conduce, naso all’insù, a cercare orologi e meridiane che da secoli scandiscono il tempo degli indaffarati milanesi. La prima tappa è sicuramente al campanile di San Gottardo, primo orologio pubblico della città, per proseguire poi con la meridiana del Duomo e la sala degli orologi del Museo Poldi Pezzoli.
A questi circuiti si aggiungono quelli che collegano i teatri della città, quale occasione migliore per conoscere la storia del restauro della Scala. Infine, non dimentichiamoci dei palazzi in stile Liberty del quartiere di via Magenta e Porta Venezia. Non mancheranno le visite alle grandi trasformazioni urbane del Quartiere Isola o della Stazione Centrale. E allora, Milano ci attende!

4 UOMINI, UNA MACCHINA E TANTI PROBLEMI IN MENO. CE LO DICE CARPOOLERS!

Mercoledì 22 Ottobre 2008

Quante volte vi siete trovati a sfogarvi da soli in macchina mentre andate al lavoro? Affari di cuore, problemi di lavoro, discussioni con il capo. A questo si aggiungono il traffico autostradale, i semafori rossi e le deviazioni per lavori in corso. Non sarebbe meglio “condividere” questi problemi e anche le spese di viaggio? Andare al lavoro o a scuola potrebbe essere più rilassante se il viaggio in macchina fosse condiviso con amici o colleghi. L’idea è arrivata fino a Hollywood, dove è stata realizzata la nuova comedy televisiva “Carpoolers”. Quattro colleghi di lavoro decidono di percorrere il tragitto casa/ufficio con un’unica macchina: Gracen, arrabbiato perché moglie e figlio guadagnano più di lui, Laird, alle prese con un divorzio e troppi alimenti, Aubrey che combatte contro la timidezza e Dougie, fresco di matrimonio. Ciò che ne esce è un divertente quadretto di uomini diversi tra loro che condividono, durante i quarantacinque minuti di viaggio, ansie, gioie e dolori della vita quotidiana. L’auto diventa così un mezzo non solo per spostarsi ma per socializzare e rendere più divertente l’antipatico percorso per andare al lavoro. E nel frattempo meno auto in circolazione= meno traffico= meno inquinamento.

NO NIMBY… YES PARTY!

Mercoledì 8 Ottobre 2008

Perché alcuni progetti di interesse collettivo non riescono a partire nonostante sembrino necessari per lo sviluppo del territorio? La TAV in Piemonte, gli inceneritori in Campania sono solo alcuni esempi di questo problema. L’ostilità degli abitanti verso queste infrastrutture spesso si trasforma in una vera e propria sindrome sociale, conosciuta con il termine Nimby, sigla anglosassone che indica letteralmente “non nel mio cortile” (Not In My Back Yard).

Si tratta della resistenza della comunità locali contro la realizzazione di opere di interesse collettivo, importanti per lo sviluppo del territorio ma controverse dal punto di vista della sostenibilità. E’ il caso degli impianti legati allo smaltimento dei rifiuti, o di quelli che prevedono l’utilizzo di energie alternative e rinnovabili, come le centrali eoliche o quelle a biomasse. Le barriere: sfiducia verso le infrastrutture, timori per la salute collettiva ma soprattutto mancanza di una corretta informazione.

Un’efficace comunicazione sull’entità dell’opera, i suoi impatti e i vantaggi che i cittadini possono trarne, è sicuramente un buono strumento per abbattere questa diffidenza.
Non mancano, infatti, esempi di amministrazioni pubbliche che hanno saputo capire la delicatezza della situazione ed hanno attivato processi consensuali per il coinvolgimento della comunità locale e il superamento della sindrome Nimby. Per individuare il sito adatto dove localizzare un inceneritore e una discarica, la provincia di Torino ha avviato nel 2000 un processo partecipativo: i cittadini sono stati chiamati a costituire una Commissione con il compito di redigere una graduatoria dei siti e definire lo spazio più adatto insieme all’amministrazione. Un esempio più recente arriva dall’Autorità di Bacino dei fiumi Isonzo, Tagliamento, Livenza, Piave, Brenta-Bacchiglione che nel 2007 ha attivato un laboratorio partecipativo per valutare in che modo intervenire per la messa in sicurezza del bacino del fiume Livenza.

Un’autostrada o un nuovo impianto per smaltire i rifiuti sorgerà vicino a dove vivete? La vostra amministrazione vi ha mai coinvolto in simili  processi decisionali?

A COMO RITORNA BICIAMO. Tutti in bici nella Città Murata

Mercoledì 1 Ottobre 2008

E’ ancora tempo di Biciamo. Appuntamento per gli appassionati delle due ruote a pedali per sabato 4 ottobre, alle 15, come sempre davanti a Porta Torre.
Il gruppo che riunisce i ciclisti comaschi, promosso da Città Possibile e dalle associazioni locali sensibili alla mobilità dolce, si riunisce anche quest’anno sotto la torre della Città Murata.
Una Città Murata che fatica ancora, nonostante tanti esempi virtuosi in altre località europee ed italiane, ad essere “a misura di bicicletta”.
A dimostrare che “in bici si può”, ci pensano i cittadini stessi, con iniziative come Biciamo.
Come diceva l’antropologo Marc Augé in un’intervista di pochi mesi fa a Repubblica (1 giugno 2008): “il ciclismo è un umanismo. La pratica della bici favorisce i contatti, la riscoperta dell’altro e obbliga a far attenzione al tempo e allo spazio… Se ci fosse un uso generalizzato della bicicletta, non come semplice distrazione, ma come mezzo di trasporto, le conseguenze potrebbero essere colossali, dal punto di vista economico e dal punto di vista delle relazioni sociali”.
In una città affetta da “veicolite acuta” come Como, il passaggio da automobile a bicicletta sarebbe un toccasana per i cittadini e per il territorio. Ogni giorno invece sono centinaia di migliaia gli automezzi che alla mattina si incolonnano verso il centro, e la sera verso fuori città. Il centro è diventato un luogo di “passaggio temporaneo”, e la bicicletta potrebbe offrire rapidità, immediatezza, minori problemi e soprattutto anche minori costi. Ma non solo: “Praticare la bici vorrebbe dire ricentrare l’attività umana - riprendeva Augè - Sarebbe rivoluzionario, a patto che non si limiti ai giovani. Ma per essere esteso a tutti ci vuole una vera rivoluzione urbana …”
E’ tempo di rivoluzione anche nella città lariana?
Lo scopriremo solo sabato 4 alle 15 sotto Porta Torre. Segno di riconoscimento? I pedali.


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