NO NIMBY… YES PARTY!
Perché alcuni progetti di interesse collettivo non riescono a partire nonostante sembrino necessari per lo sviluppo del territorio? La TAV in Piemonte, gli inceneritori in Campania sono solo alcuni esempi di questo problema. L’ostilità degli abitanti verso queste infrastrutture spesso si trasforma in una vera e propria sindrome sociale, conosciuta con il termine Nimby, sigla anglosassone che indica letteralmente “non nel mio cortile” (Not In My Back Yard).
Si tratta della resistenza della comunità locali contro la realizzazione di opere di interesse collettivo, importanti per lo sviluppo del territorio ma controverse dal punto di vista della sostenibilità. E’ il caso degli impianti legati allo smaltimento dei rifiuti, o di quelli che prevedono l’utilizzo di energie alternative e rinnovabili, come le centrali eoliche o quelle a biomasse. Le barriere: sfiducia verso le infrastrutture, timori per la salute collettiva ma soprattutto mancanza di una corretta informazione.
Un’efficace comunicazione sull’entità dell’opera, i suoi impatti e i vantaggi che i cittadini possono trarne, è sicuramente un buono strumento per abbattere questa diffidenza.
Non mancano, infatti, esempi di amministrazioni pubbliche che hanno saputo capire la delicatezza della situazione ed hanno attivato processi consensuali per il coinvolgimento della comunità locale e il superamento della sindrome Nimby. Per individuare il sito adatto dove localizzare un inceneritore e una discarica, la provincia di Torino ha avviato nel 2000 un processo partecipativo: i cittadini sono stati chiamati a costituire una Commissione con il compito di redigere una graduatoria dei siti e definire lo spazio più adatto insieme all’amministrazione. Un esempio più recente arriva dall’Autorità di Bacino dei fiumi Isonzo, Tagliamento, Livenza, Piave, Brenta-Bacchiglione che nel 2007 ha attivato un laboratorio partecipativo per valutare in che modo intervenire per la messa in sicurezza del bacino del fiume Livenza.
Un’autostrada o un nuovo impianto per smaltire i rifiuti sorgerà vicino a dove vivete? La vostra amministrazione vi ha mai coinvolto in simili processi decisionali?