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E-PARTICIPATION IN LOMBARDIA


“Rcm siete voi!”, recita lo slogan della Fondazione Rete Civica di Milano. Come a dire che ciascuno si deve impegnare in prima persona a rendere disponibile agli altri ciò che sa: solo in questo modo si possono avviare percorsi di vera partecipazione attiva.

Costituitasi nel 1998, la Fondazione Rete Civica di Milano (Rcm) nasce per portare avanti sul campo i progetti studiati dal Laboratorio di informatica civica (Lic) dell’Università degli Studi di Milano, aperto nel 1994 come iniziativa senza fini di lucro. Lic è un vero e proprio Laboratorio municipale di informatica che coinvolge istituzioni, scuole, aziende, associazioni, enti pubblici e cittadini per costruire una nuova società dell’informazione. Come? Studiando e sviluppando sistemi che aiutino a coinvolgere i cittadini nelle decisioni amministrative attraverso le nuove tecnologie informatiche. Fondazione Rete Civica di Milano promuove ed estende la partecipazione dei cittadini ai processi definiti e attuati dalla Pubblica amministrazione, soprattutto nel campo dello sviluppo sostenibile del territorio. “Oggi Fondazione Rcm mette a disposizione dei cittadini milanesi (ma non solo) un ambiente telematico gratuito, efficace e facile da usare per favorire la comunicazione fra le diverse componenti della comunità e garantire così a tutti il diritto di cittadinanza digitale”, ci spiega Fiorella De Cindio, presidente della Fondazione.

Più precisamente, “Rcm favorisce il dialogo sui temi di rilievo per la città”, offrendo ai suoi utenti informazioni, notizie sempre aggiornate, servizi online, competenze informatiche e ambienti virtuali dove comunicare all’esterno, confrontarsi, interagire in modo più consapevole con gli amministratori e gli altri cittadini, per arricchire la comunità locale con proposte innovative. Alla base, la convinzione che lnternet non possa ridursi a solo mezzo commerciale o di puro intrattenimento, ma debba rimanere una rete aperta, in cui tutti possano esprimere liberamente opinioni e identità, nel rispetto di quelle degli altri. “Rcm è un media attivo aperto e gratuito, basato principalmente sul volontariato e l’entusiasmo dei suoi aderenti – continua De Cindio - Il portale fornisce a ciascun iscritto un indirizzo Internet personale, ed eventualmente anche un’home page ospitata dal server, e invita tutti ad assumersi un ruolo attivo nello scambio di notizie e informazioni utili”.

 

PartecipaMI.it

Come discutere in modo partecipato i temi più rilevanti per il presente e il futuro di una grande città come Milano? Fondazione Rcm risponde con il portale PartecipaMi.it, evoluzione di un precedente progetto dedicato alla discussione sui programmi proposti per le elezioni amministrative di Milano nel maggio 2006 (www.comunalimilano2006.it). “PartecipaMi.it voleva sviluppare ulteriormente il canale di comunicazione tra cittadini e istituzioni (i candidati eletti nelle assemblee locali, i Consigli di zona e il Consiglio comunale) – spiega De Cindio – Il portale offre gli strumenti più idonei allo sviluppo della partecipazione online e dell’e-democracy: forum, blog, indici di gradimento dei messaggi e dei documenti, e aggiornamento continuo con funzionalità sempre più mirate a consolidare forme di partecipazione che producano idee e documenti condivisi”. Il sito consente di condurre discussioni moderate, fondate sulla condivisione di documenti, in cui è possibile “pesare” il consenso che le varie opinioni riscuotono. “La struttura generale dei forum è ben evidente nella suddivisione visualizzata nell’home page – continua De Cindio – Il Forum permanente sulla città rappresenta l’incubatore di idee e discussioni che possono poi trovare sviluppo nei Forum tematici. Le discussioni nei Forum tematici, una volta sintetizzate in un unico documento con l’apporto dei partecipanti alla discussione, possono essere proposte al forum del Consiglio comunale. Le Linee dirette con i Consigli di zona hanno lo scopo di raccogliere le discussioni particolarmente legate al territorio, ai progetti e alle emergenze dei diversi quartieri cittadini. La presenza e gli interventi di numerosi consiglieri indica che il canale di comunicazione con le istituzioni è aperto: sta all’impegno di tutti noi - amministratori e amministrati - non solo mantenerlo ma anche amplificarlo e renderlo sempre più partecipato”.

 

Progetto e21

“Lic e Fondazione Rcm vogliono ‘esportare’ le loro competenze anche al di fuori dell’area Milanese - spiega De Cindio - Per questo nel 2004 abbiamo avviato il progetto e21 in Lombardia. Si tratta di un’iniziativa di e-democracy che coniuga l’Agenda 21 locale, uno dei più consolidati strumenti di partecipazione civica alle scelte di governo del territorio, con un mix di tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Il progetto e21, co-finanziato dal Ministero per l’innovazione e le tecnologie nell’ambito dell’Avviso per la selezione di progetti per lo sviluppo della cittadinanza digitale, ha coinvolto i Comuni di Mantova, Brescia, Como, Desenzano del Garda, Lecco, Pavia, San Donato Milanese, Vigevano e Vimercate.

“Il sistema e21 è costituito da due aree principali – precisa De Cindio – Anzitutto c’è lo spazio di community aperta: la parte del sistema che gestisce le interazioni libere tra gli utenti. Lo strumento principale presente in tale area è la CityMap, che ha la funzione di consentire una discussione focalizzata sul territorio, stimolando partecipazione, adesione e coinvolgimento degli utenti. C’è poi lo spazio deliberativo, cui è demandata la gestione vera e propria dei processi partecipativi”. Questa seconda area è costituita dalle Agende della partecipazione e da tre strumenti principali: il meeting online regolato, che permette lo svolgimento ordinato di conferenze virtuali seguendo precise regole di conduzione; la consultazione certificata, che consente ai partecipanti di esprimersi in merito a uno o più quesiti garantendo autenticità, unicità e riservatezza delle risposte fornite; la discussione informata, per l’elaborazione collaborativa di proposte basate su documenti, con possibilità di assegnazione di gradimento ai messaggi, finalizzata alla realizzazione di una sintesi redatta anche a più mani attraverso l’utilizzo di uno strumento di scrittura collaborativa (wiki). Il progetto si basa su una piattaforma open source chiamata OpenDCN (Deliberative Community Network) che permette di sviluppare un ambiente online di partecipazione. Per saperne di più www.openDCN.org, oppure www.partecipate.it/cassetta-attrezzi/opendcn.

 

di Alice Paiosa




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e-Democracy

Neologismo nato negli Anni ’90 per indicare l'utilizzo delle Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione (ICT) all'interno dei processi democratici. Comprende tre strumenti: e-voting, e-campaigning ed e-participation.

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Comprende tutte le pratiche e sperimentazioni di utilizzo delle tecnologie telematiche (Internet, ma anche telefonia mobile) da parte dei cittadini per condizionare le scelte politiche delle istituzioni democratiche di qualsiasi livello (locale, nazionale, sovranazionale, internazionale). L’obiettivo? Ampliare e approfondire la partecipazione politica, consentendo ai cittadini di relazionarsi tra loro e con i loro rappresentanti eletti.