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LA CITTÀ DEL FUTURO
Arte, ambiente, internet e partecipazione. Tutto questo (e molto altro ancora) è Arabianranta, il “quartiere della creatività” di Helsinki.
“Arabianranta è il risultato di un modello sperimentale di rigenerazione urbana basata su elementi eterogenei – spiega Alessandro Grella, autore di una tesi di dottorato sul quartiere, al Politecnico di Torino – L’intera riqualificazione è stata progettata e realizzata per integrare al meglio le diversità del luogo: l’ambiente naturale con il tessuto urbano, la scienza e la tecnologia con l’arte, il passato con il presente”. Così, Arabianranta vanta oggi una riserva naturale incontaminata nell’area della baia (“ranta”, in finlandese) accanto a un moderno business center, edifici residenziali ad alta efficienza, un campus universitario, internet accessibile a tutti…
Il master plan del quartiere risale al 1992, e fu fortemente voluto dall’Amministrazione locale, che volle svilupparlo in partecipazione con i residenti, attivi e coinvolti sin dall’inizio. “Nel 1993, ad esempio, i progettisti costruirono un modello in scala 1:1 di un edificio ad angolo per dare un’idea precisa di come i futuri edifici avrebbero dialogato con il paesaggio – sottolinea Grella – Architetti, residenti e altri stakeholder si trovarono a passeggiare nel sito per registrare impressioni e osservazioni utili ai fini del progetto definitivo, approvato nel 1996”. Da lì presero il via i lavori di bonifica e consolidamento del terreno, vennero avviati i primi cantieri, e nell’estate 2001 Arabianranta vide l’ingresso del suo primo residente. Gli ultimi lavori saranno ultimati entro il 2012.
e-participation all’ennesima potenza
Lo sviluppo urbano, culturale ed economico di Arabianranta è coordinato dall’Agenzia di sviluppo locale “Art and Desing City” (Adc), che dal 1995 gestisce i rapporti tra residenti e istituzioni. Per avere un’idea dell’importanza della Adc, basti pensare che “il budget dell’agenzia è pari a mezzo milione di euro, finanziati metà dal Comune di Helsinki e metà dalla vendita di servizi quali la gestione dei parcheggi, del verde pubblico, di spazi pubblicitari...”, come sottolinea Grella.
L’agenzia è responsabile di raccogliere le comunicazioni e le opinioni di chi vive, studia e lavora nel quartiere, di nominare gli e-moderator locali, di gestire il portale internet www.arabianranta.fi. Il sito, noto anche come “Helsinki virtual village”, offre informazioni e notizie, un calendario di eventi sempre aggiornato, mappe utili per individuare la collocazione dei servizi ad Arabianranta, le fermate e gli orari degli autobus, lo stato d’avanzamento dei lavori ecc. Ma soprattutto, gli utenti-cittadini registrati al portale possono sfruttare il web-forum online per inserire argomenti di loro interesse, avviare discussioni legate alla pianificazione urbana o rispondere liberamente a quelle già intavolate. Con 9 mila visite e più di 100 post al mese, Arabianranta.fi è oggi uno strumento di successo. “La partecipazione si genera spontaneamente dal basso. Gli abitanti del quartiere introducono sul web argomentazioni che emergono dai bisogni quotidiani, da interessi specifici, da desideri personali, da volontà sino a quel momento inespresse. Poiché l’ambito delle discussioni è il quartiere, spesso la dimensione privata incontra quella della comunità e gli argomenti più importanti vengono posti all’attenzione dell’Agenzia di sviluppo locale, che valuta i casi specifici, decidendo se interpellare i settori comunali di riferimento”.
Non si può nemmeno dimenticare che Arabianranta vanta la più veloce e moderna rete di comunicazione finlandese, accessibile a tutti al pari di acqua ed elettricità. “Il progetto di un network integrato nel quartiere è stato inserito direttamente nel master plan. Oggi tutti gli appartamenti di Arabianranta sono connessi alla rete senza pagare un abbonamento: la fornitura del servizio è infatti compresa nelle spese condominiali o d’affitto”.
Arte partecipata
Dall’antica fabbrica locale di ceramiche Arabia alla moderna Università di arte e design, l’elemento culturale è sempre stato molto radicato ad Arabianranta. Da qui l’idea di fare del quartiere il distretto della creatività della Regione baltica: “La città di Helsinki ha imposto a tutte le imprese costruttrici operanti nella zona di Arabianranta di stanziare l’1-2% di investimenti per la creazione di opere d’arte. Il risultato sono i quasi mille artefatti oggi sparsi tra cortili, atri e strade del quartiere”.
In alcuni edifici sono persino stati avviati innovativi progetti di arte comunitaria: i futuri residenti hanno plasmato piatti di ceramica da appendere alle porte di casa, disegnato murales negli androni e registrato le loro voci per i segnali sonori degli ascensori. “Questi lavori artistici caratterizzano gli ambienti e rendono uniche le residenze, in un processo di personalizzazione degli spazi – conclude Grella – Il lavoro di arte partecipata ha inoltre dato l’avvio a una comunità di residenti attivi ancora prima del loro reale insediamento in Arabianranta”. Senza dimenticare che tutto questo ha contribuito a legare il quartiere e i suoi abitanti al lavoro di studio e di creatività che si svolge nell’Università locale.
di Alice Paiosa
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Un caso di successo
Nel 2006 una mamma di Arabianranta espose un problema sul forum locale www.arabianranta.fi: non riusciva a iscrivere il figlio all’asilo perché i posti disponibili erano limitati. Online scoprì di non essere sola, e si organizzò con le altre mamme del quartiere per una raccolta di firme. Il caso, emerso sul web, venne riportato dai giornali locali, e infine la città di Helsinki intervenne concretamente con la costruzione di un nuovo asilo.
Arabianranta in cifre
L'area di sviluppo urbano è di 850 mila mq.
Entro il 2012 verranno costruiti 59 nuovi edifici, per un totale di 2.300 abitazioni.
L’80% del terreno edificato è di proprietà comunale.
Al termine dei lavori si insedieranno 8 mila residenti, 6.500 studenti e 5 mila lavoratori.
Il sistema viario interno è composto da 6,2 Km di strade; 4,6 Km di piste ciclabili; 2,4 Km di marciapiedi.
Il quartiere è servito da 7 linee di bus, 2 di tram, e dal “campus line” che collega le principali sedi universitarie.
