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AUTONOMIA ENERGETICA. L'ESEMPIO DI BOLZANO


Risparmio energetico, massima efficienza e fonti rinnovabili. Sono i tre capisaldi del programma della Provincia di Bolzano per raggiungere l’autonomia energetica. Non un’utopia, ma un obiettivo raggiungibile entro il 2020, secondo quanto dichiarato da Michl Laimer, assessore provinciale all’Urbanistica, ambiente ed energia, all’ultima edizione dei Colloqui di Dobbiaco.
Per quello stesso 2020 il Consiglio europeo ha chiesto agli Stati membri di ridurre l’uso delle fonti rinnovabili, le emissioni di gas serra, e di aumentare l’efficienza energetica del solo 20%. In netto anticipo, il Sudtirolo vara invece un programma che nel giro di una decina d’anni lo dovrebbe portare alla totale autosufficienza energetica. Ne abbiamo parlato con Armin Gluderer, membro del dipartimento locale all’Urbanistica, ambiente ed energia. “La giunta provinciale è al lavoro per rafforzare il settore delle energie alternative e per uscire gradualmente dal fossile già dal vertice di Rio del 1992 – spiega Gluderer – In quella data abbiamo dato il via all’Alleanza per il Clima Alto Adige, l’Associazione che tutela il clima globale puntando a ridurre le emissioni nocive e a tutelare le foreste tropicali nel sud del mondo. Non è dunque un caso se già oggi a Bolzano “ben il 56% del fabbisogno totale di energia è prodotto da fonti rinnovabili”. Una percentuale che, secondo il nuovo programma, dovrebbe raggiungere il 75% nel 2015, e arrivare al 100% negli anni compresi tra il 2020 e il 2030.

Un mix vincente
Puntare sulle fonti rinnovabili significa garantire continuità di approvvigionamento, prezzi stabili, rispetto dell’ambiente, basse emissioni di Co2 e persino nuovi posti di lavoro. Per questo Bolzano sta lavorando per sviluppare al massimo la capacità di sfruttamento di queste risorse, disponibili in loco in grandi quantità.
“La Provincia ha tutti i presupposti ‘naturali’ per andare verso l’autarchia energetica – spiega Gluderer – Anzitutto siamo un territorio ricco di acqua e di legno, dunque possiamo puntare sulla produzione di energia idroelettrica e da biomassa. Queste però hanno ormai moderate possibilità di sviluppo, dato che abbiamo già 930 centrali idroelettriche e 63 impianti a biomassa. Con questi ultimi riusciamo a risparmiare circa 139 mila tonnellate di Co2 ogni anno, una quantità che corrisponde alle emissioni di ben 1.300 treni merci! Oggi occorre incentivare il solare termico, il fotovoltaico, il biogas e la geotermia”. L’agricoltura, ad esempio, può migliorare l’efficienza energetica complessiva permettendo una maggiore produzione di biogas. Inoltre, sono già in programma sette nuovi impianti geotermici in grado di perforare il sottosuolo fino a 5 mila metri di profondità. “La fonte rinnovabile meno diffusa è l’eolico – commenta Gluderer – ma solo perché abbiamo poco vento: qui raramente si raggiungono i 5 m/s necessari a far girare gli aerogeneratori. Senza considerare i problemi legati all’impatto paesaggistico”.

I prossimi passi
“Alla fine degli Anni ’90 avevamo già raggiunto traguardi notevoli, ma il nuovo millennio ci ha messi di fronte alla necessità di fissare obiettivi ancora più ambiziosi – aggiunge Gluderer - Il peakoil (fase di esaurimento della disponibilità del petrolio ndr), l’insicurezza relativa all’approvvigionamento futuro, la necessità di tutelare il clima… hanno dato un forte contributo alla decisione definitiva. D’altra parte, fissare un traguardo come il 2020 è fondamentale per motivarsi, per dare una spinta di forza verso l’obiettivo”.
Gluderer continua sottolineando le tappe di questo progetto di autonomia: “anzitutto bisogna spingere tutti i cittadini al risparmio energetico, quindi occorre migliorare l’efficienza degli edifici (materiali, riscaldamento, isolamento termico, risanamento energetico delle vecchie case), infine si può pensare di abbandonare pian piano petrolio e gas. Ovviamente è fondamentale partire dall’impegno della popolazione locale, sia nel settore della mobilità che in quello degli delle abitudini domestiche”. Nell’ambito dell’edilizia un elemento all’avanguardia è rappresentato senza dubbio da CasaClima, che dal 2002 consente di definire standard di efficienza energetica sempre nuovi nella costruzione degli edifici, siano essi uffici o abitazioni. Attualmente a Bolzano sono stati certificati circa 2.000 edifici in base ai criteri CasaClima, ma la Provincia è impegnata a migliorare ulteriormente gli standard minimi previsti per legge e a incentivare l’adeguamento e la ristrutturazione degli edifici già esistenti.
Tra i numerosi progetti in fase di realizzazione, Gluderer ci ricorda anche l’iniziativa “Green Corridor”, un progetto sovraregionale che interessa l’asse del Brennero. L’idea è quella di dar vita a una rete capace di integrare mobilità, produzione di energia e rispetto per l’ambiente attraverso impianti eolici e distributori di idrogeno. In tal modo un tratto di strada oggi molto congestionato verrà trasformato in un corridoio della sostenibilità ambientale. L’idrogeno in particolare diventa qui la vera e propria “energia del futuro”, con innovativi progetti per le automobili, gli autobus e i camion della nettezza urbana. Sarà fondamentale istruire in modo adeguato le aziende e i cittadini, a partire dalle scuole, e incentivare la ricerca. Per questo Bolzano è già al lavoro. 

di Alice Paiosa




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Le cifre del mix

Idrico: 930 centrali, 871 mW

Biomassa: 63 impianti, 350 mWh

Biogas: 31 stabilimenti, 13 milioni di kWh

Eolico: 3 aerogeneratori, 4 mW annui

Solare: 1.068 pannelli fotovoltaici, 29.879 kW

Geotermia: 291 impianti, 4.900 kW

 

La cittadella del futuro

Una città modello, centro di sperimentazione delle più moderne tecnologie energetiche. È il progetto della giunta provinciale di Bolzano per Merano. L’area militare dismessa della città (30 ettari circa) potrebbe diventare la nuova isola della sostenibilità, approvvigionata al 100% con energia rinnovabile e realizzata secondo i canoni della bioedilizia sostenibile.