Definire un programma strategico per il Paese, una visione comune che avvii un percorso strutturale di riforme in grado di affrontare le questioni ambientali, economiche e sociali ancora irrisolte”.

È questo l’incipit della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile, che, dopo una serie di consultazioni che hanno visto il coinvolgimento di un’ampia platea di interlocutori tra Amministrazioni Centrali, Regioni, società civile e istituti di ricerca, è stata approvata pochi giorni fa dal Consiglio dei Ministri. A breve partirà un secondo step coordinato dalla Presidenza del Consiglio in cui verranno definiti i target e le azioni di monitoraggio per lo sviluppo delle cinque P nell’ambito della programmazione economica, sociale e ambientale, considerando prioritarie la tutela delle risorse naturali e nuovi modelli orientati a efficienza e innovazione.

Molto soddisfatto il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, che sottolinea come la Strategia rappresenti “il documento attorno al quale edificare l’Italia dei prossimi decenni: non un libro dei sogni, ma l’indirizzo preciso fornito da istituzioni e società civile per raggiungere i Sustainable Development Goals indicati dall’ONU e onorare l’Accordo di Parigi sul clima”. La Strategia infatti aggiorna la precedente “Strategia d’azione ambientale per lo sviluppo sostenibile in Italia 2002-2010”, ampliandone la prospettiva e allineandola all’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, andando a definire “lo strumento principale per la creazione di un nuovo modello economico circolare, a basse emissioni di CO2, resiliente ai cambiamenti climatici e agli altri cambiamenti globali”.

Per orientare le politiche di crescita sostenibile, direttamente interrelate con le dinamiche economiche e sociali, la Strategia per lo Sviluppo Sostenibile definisce 5 aree di intervento, le cinque P, ognuna composta da un sistema di scelte strategiche declinate in obiettivi strategici nazionali. Vediamole nel dettaglio:

  1. Persone
    – Contrastare la povertà e l’esclusione sociale eliminando i divari territoriali: ridurre l’intensità della povertà, combattere la deprivazione materiale e alimentare, ridurre il disagio abitativo;
    – Garantire le condizioni per lo sviluppo del potenziale umano: ridurre la disoccupazione per le fasce più deboli della popolazione, ridurre il tasso di abbandono scolastico e migliorare il sistema di istruzione, assicurare funzionalità del sistema di protezione sociale e previdenziale, prevenire la devianza e favorire l’integrazione sociale dei soggetti a rischio;
    – Promuovere la salute e il benessere: difendere stili di vita sani, accesso ai servizi sanitari di cura efficaci contrastando i divari territoriali, diminuire esposizione delle popolazioni ai rischi.
  2. Pianeta
    – Arrestare la perdita di biodiversità: salvaguardare e migliorare lo stato di conservazione di specie e habitat, proteggere le risorse energetiche e gli ecosistemi naturali connessi ad agricoltura, silvicoltura e acquacultura, integrare il valore del capitale naturale nei piani, nelle politiche e nei sistemi di contabilità;
    – Garantire una gestione sostenibile delle risorse naturali: arrestare il consumo del suolo e combattere la desertificazione, gestione integrata delle risorse idriche, massimizzare l’efficienza idrica, minimizzare le emissioni e abbattere le concentrazioni inquinanti in atmosfera, gestione sostenibile delle foreste;
    – Creare comunità e territori resilienti, custodire i paesaggi e i beni culturali: rafforzare le capacità di resilienza di comunità e territori, assicurare elevate prestazioni ambientali di edifici, infrastrutture e spazi aperti, rigenerare le città, accessibilità e sostenibilità delle connessioni, favorire le connessioni ecologiche urbano/rurali, custodire territori, paesaggi e patrimonio culturale.
  3. Prosperità
    – Finanziare e promuovere ricerca e innovazione sostenibili: investimenti in ricerca e sviluppo, agenda digitale, innovazione di processi e prodotti;
    – Garantire piena occupazione e formazione di qualità: formazione accessibile e continua, occupazione sostenibile;
    – Decarbonizzare l’economia: incrementare l’efficienza energetica e la produzione di energia da fonti rinnovabili, incentivare la mobilità sostenibile, abbattere le emissioni climalteranti nei settori non ETS;
    – Affermare modelli sostenibili di produzione e consumo: dematerializzare l’economia e promuovere meccanismi di economia circolare, promuovere la fiscalità ambientale e assicurare accesso a risorse finanziarie, incentivare responsabilità sociale e ambientale in imprese e amministrazioni, abbattere produzione dei rifiuti, promuovere il mercato delle materie prime e seconde, accrescere l’offerta di turismo sostenibile, garantire sostenibilità di agricoltura e silvicoltura, promuovere le eccellenze italiane.
  4. Pace
    – Promuovere una società non violenta e inclusiva: prevenire la violenza su donne e bambini, garantire l’accoglienza di migranti richiedenti asilo e inclusione delle minoranze etniche e religiose;
    – Eliminare ogni forma di discriminazione: eliminare ogni forma di sfruttamento del lavoro, parità di genere, combattere ogni discriminazione;
    – Assicurare la legalità e la giustizia: lotta alla criminalità, contrastare corruzione e concussione nel sistema pubblico, efficienza e qualità del sistema giudiziario.
  5. Partnership
    – Istruzione: istruzione di base di qualità e senza discriminazioni di genere, migliorare le competenze professionali nell’insegnamento, educazione inclusiva per fasce sociali svantaggiate, inserimento sociale e lavorativo di giovani e adulti disoccupati, valorizzare il contributo delle Università, definire nuove professionalità;
    – Agricoltura sostenibile e sicurezza alimentare: garantire l’accesso alla terra, all’acqua, alle risorse naturali, infrastrutture verdi, politiche agricole, ambientali e sociali favorevoli all’agricoltura e alla pesca artigianale, sviluppo delle filiere produttive richiamando il particolare modello italiano delle PMI e dei distretti locali;
    – Ambiente, cambiamenti climatici ed energia per lo sviluppo: coinvolgere il settore privato nazionale, interventi nel campo della riforestazione, ammodernamento sostenibile delle aree urbane, tutela delle aree terrestri e marine protette, tutela zone umide, bacini fluviali, pesca sostenibile, recupero terre e suoli, resilienza e gestione dei nuovi rischi ambientali nelle regioni più deboli ed esposte, promuovere l’energia per lo sviluppo e il trasferimento di tecnologie;
    – La salvaguardia del patrimonio naturale e culturale: contribuire alla diversificazione delle attività soprattutto nelle aree rurali, montane e interne, intensificare l’educazione e la formazione, il trasferimento di know-how e le capacità a protezione del patrimonio;
    – Il settore privato: promuovere strumenti finanziari innovativi, forme innovative di collaborazione tra settore privato profit e non profit, migliorare la conoscenza sugli ecosistemi naturali e sui servizi ecosistemici, migliorare la conoscenza sullo stato qualitativo e quantitativo e l’uso delle risorse naturali, culturali e dei paesaggi;
    – Educazione, sensibilizzazione, efficienza pubblica: promuovere l’educazione allo sviluppo sostenibile, rafforzare la governance pubblica, semplificazione e qualità della regolazione, efficienza e sostenibilità nell’utilizzo delle risorse finanziarie pubbliche.

In copertina: Growth © Kevin Trotman


Source: Urbano Creativo News